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Libri consigliati

La tranquilla passione. Saggi sulla meditazione buddhista di consapevolezza
Corrado Pensa
(Ubaldini Editore, Roma 1994)

Il volume è composto da una serie di articoli pubblicati da Corrado Pensa tra il 1980 e il 1994.
La forma originaria di gran parte di questi articoli, poi riveduti, era quella di "discorsi di Dharma" tenuti nel corso di ritiri di meditazione. Perciò si tratta, per la maggior parte, di testi di un praticante che si rivolge ad altri praticanti o comunque a persone interessate al lavoro interiore.
Di qui l'insistenza su alcuni temi di immediata rilevanza spirituale, temi che vengono presi, lasciati e ripresi di nuovo secondo angolazioni via via differenti. Dalla pratica meditativa nella vita quotidiana alla pratica intensiva nei ritiri di meditazione; dalle tecniche finalizzate a sviluppare la calma concentrata alla discussione circa il giusto sforzo nel cammino interiore; dalla virtù trasformante della fede nuda al potere guaritivo dell'accettazione e dell'equanimità; dall'investigazione meditativa alla saggezza che emancipa. Sullo sfondo, cenni frequenti di dialogo con la spiritualità cristiana e con la psicologia contemporanea.
La particolarità del libro risiede nel fatto che tra questi vari passaggi da un tema all'altro corre un filo costante: la consapevolezza, o attenzione non giudicante, o presenza nel presente.
Nei discorsi del Buddha è detto che così come la mente è la base dei sensi e così come la consapevolezza è la base della mente, la liberazione è, a sua volta, la base della consapevolezza. E gli scritti che compongono questo volume vogliono, appunto, riflettere sul potere liberante della consapevolezza.
Il libro è articolato nelle seguenti sezioni:
- La consapevolezza in generale e la pratica meditativa
- Consapevolezza e fiducia
- Consapevolezza e accettazione
- Consapevolezza e comprensione
- Pratica interiore buddhista e pratica interiore cristiana
- Psicologia e religione
Il Mito della Libertà e la Via della Meditazione
Chögyam Trungpa
(Ubaldini Editore, Roma 1978)
La libertà è concepita in genere come la capacità di realizzare i propri scopi e soddisfare i propri desideri. Ma qual è la fonte di questi scopi e di questi desideri? Se nascono dall'ignoranza, dai modelli abitudinari e dalle emozioni negative - in altre parole, da elementi psicologicamente distruttivi che in realtà ci tengono schiavi - la libertà di ricercarli è allora vera libertà o non è forse soltanto un mito?
Nei capitoli di questo libro, basato sulle conversazioni di Chögyam Trungpa, uno dei primi maestri tibetani a giungere in Occidente, l'idea della libertà è inserita nel contesto del buddhismo di tradizione tibetana. Scavalcando il divario fra la tradizione esoterica orientale e le realtà quotidiane della vita occidentale, Chögyam Trungpa ci insegna che i nostri atteggiamenti, i nostri preconcetti, e persino le nostre stesse pratiche spirituali possono trasformarsi in catene che ci avvincono a modelli ripetitivi di frustrazione e disperazione. Trungpa spiega inoltre il ruolo significativo svolto dalla meditazione nel mettere a fuoco le cause della frustrazione e nel far sì che queste forze distruttive divengano degli aiuti nel progresso verso la vera libertà.
L'abilità unica di Trungpa nell'esprimere l'essenza degli insegnamenti nel linguaggio e nelle immagini della cultura occidentale contemporanea fa di questo libro una delle fonti più dirette per attingere al significato immediato della dottrina buddhista. C'è in questo approccio un amalgama di piacevole umorismo e di profondissima serietà, che implica una visione della vita nella sua completezza e senza la macchia di idee preconcette.
Il libro quindi ci esorta e ci sfida a dare una nuova valutazione del nostro concetto di libertà, a riesaminare i nostri pensieri e le nostre attività e ad avviarci lungo un sentiero che conduce alla liberazione perfino dalla nozione stessa di libertà come è comunemente intesa.
Il libro è articolato nelle seguenti sezioni:
- Il mito della libertà
- Modelli di prigionia
- La meditazione da seduti
- Il lavoro con le emozioni
- Meditazione in atto
- La via aperta
- Devozione
- Tantra
La via delle nuovole bianche. Un buddhista in Tibet
Lama Anagarika Govinda
(Ubaldini Editore, Roma 1981)
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Questo libro, che narra di un pellegrinaggio in Tibet durante l'ultimo decennio della sua indipendenza e della sua ininterrotta tradizione culturale, è stato scritto da Lama Anagrika Govinda (nato in Germania nel 1898) con l'intento di mantenere vivo il ricordo della bellezza e della grandezza dello spirito che ha ispirato la storia e la vita religiosa del Tibet, affinché le future generazioni possano sentirsi incoraggiate a costruire una nuova vita sulle fondamenta di un nobile passato. Non si tratta semplicemente di un resoconto di un viaggio, bensì della descrizione di un pellegrinaggio nel vero senso della parola, poiché un pellegrinaggio si distingue da un viaggio ordinario per il fatto di non seguire un piano o un itinerario già tracciato, non persegue uno scopo fisso o un fine limitato, ma porta in se stesso il suo significato, facendo affidamento su un impulso interno che opera su due piani: quello fisico e quello spirituale. È un movimento non solo nello spazio esterno, ma anche in quello interiore; un movimento la cui spontaneità è quella della natura di tutta la vita, cioè di tutto quello che si sviluppa continuamente oltre la forma transitoria; un movimento che inizia sempre da un invisibile centro interiore
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Ora sta a voi. La pratica dell'autoriflessione nel pensiero buddhista
Dzigar Kongtrül
(Ubaldini Editore,Roma 2006)
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L'autoriflessione è la pratica, il sentiero, l'atteggiamento mentale che caratterizza tutte le tradizioni spirituali che derivano dall'insegnamento del Buddha.
Significa esaminare con attenzione tutti i pensieri e le emozioni che sorgono di continuo nella mente, compresi i dubbi, le insicurezze, le tendenze egocentriche.
È un paziente autoesame, un modo di osservare la mente senza accettare ciò che è positivo e rifiutare ciò che è negativo: semplicemente lasciar essere ogni pensiero, lasciare andare e venire ogni evento mentale senza intervenire.
Può essere doloroso e difficile confrontarsi con un io che non abbandona mai le sue pretese, ma è indispensabile se si vuole che la pratica porti ad un reale cambiamento. Il segreto, come sempre, è non prendersi troppo sul serio.
Dzigar Kongtrül cita le parole del Buddha: "Vi ho mostrato la via per la liberazione. Ora liberarvi dipende da voi", esortando i discepoli e i lettori a prendere in mano la propria vita e ad esaminare la propria mente e la loro esperienza, unico vero modo per cambiare le cose.
In definitiva,tutti gli insegnamenti, tradizionali o informali, hanno un unico scopo: aiutare a ridurre la presunzione e fare posto alla verità
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Discorsi ai bambini e al bambino interiore
Thich Nhat Hanh
(Ubaldini Editore, Roma 2002)
Se i bambini di oggi imparassero ad "attraversare la riva", cioè ad abbandonare la riva della sofferenza e dell'intolleranza per approdare a quella della pace e della comprensione, gli uomini di domani potrebbero migliorare le condizioni della vita dell'intero pianeta.
Thich Nhat Hanh insegna che per cambiare il mondo è indispensabile l'apporto personale di ogni essere umano sul piano spirituale della propria consapevolezza.
Per il bambino è ancora più facile imparare le pratiche che insegnano a vivere pienamente il momento presente e ad avere con l'esterno rapporti equilibrati.
Questi discorsi sono rivolti a ognuno di noi; tutti, oltre a essere stati bambini, sono genitori del proprio bambino interiore, che chiede ascolto e attenzione.
Il libro è diviso in tre parti: le prime due affrontano con un linguaggio semplice e diretto temi di fondamentale importanza per lo sviluppo dell'essere umano e il benessere del pianeta; la terza parte tratta alcune pratiche specifiche che possono aiutare a essere dei buoni genitori.
Adulti e bambini, attraverso la consapevolezza, possono percorrere insieme la strada della comprensione e dell'amore
Buddhismo. Dizionari delle Religioni
Nicoletta Celli
(Mondadori Electa, Milano 2006)
Le voci di questo dizionario sono relative alla storia del buddhismo e alle diverse forme che ha assunto in India e altrove nell'Asia.
L'intenzione è quella di dipingere uno scenario a grandi linee, sottolineando gli aspetti utili a orientarsi, di rispondere ad alcuni interrogativi e, grazie al ricco corredo di immagini, di introdurre alle varie espressioni dell'arte buddhista.
Il volume è diviso nelle seguenti sezioni:
- Origine e diffusione
- Correnti e scuole filosofiche
- Figure e insegnamenti
- Pratiche
La prima sezione è dedicata alla vita del fondatore, alla diffusione del messaggio nei diversi paesi e alla ricchissima produzione letteraria.
La seconda descrive le caratteristiche delle tre forme di buddhismo (i "tre veicoli"), le tradizioni e le scuole filosofiche.
La terza tratta di fondamenti e principi comuni del buddhismo, oltre a descrivere le figure del pantheon buddhista, le caratteristiche iconografiche, il significato dei singoli personaggi.
Nell'ultima sezione sono descritti i fondamenti della pratica (la meditazione) e le sue caratteristiche nelle diverse tradizioni, la vita religiosa dei laici, la vita monastica, le forme dell'arte e dell'architettura religiosa, le festività e il loro significato.
Nicoletta Celli ha studiato a lungo l'arte e il pensiero buddhista, dedicandosi in particolare alla biografia del Buddha e alle espressioni artistiche e rituali della religiosità antica e contemporanea.
È autrice di articoli,saggi e libri ed è guida specializzata in Archeologia e Storia dell'arte orientale
Simboli Buddisti e cultura tibetana
Dagyab Rinpoche
(Edizioni Arkeios,Roma 2003)
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Questo libro si rivolge ai lettori che desiderano comprendere i simboli della tradizione e scoprire i celebri racconti tibetani, rappresentazioni affascinanti che portano sulla scena animali ed esseri mitici. Il nodo infinito, i pesci d'oro, la ruota, l'erba durva… il buddhismo tibetano trabocca di simboli pieni di ricchezza e di colori.
Ma qual è il loro significato?
In questo libro affascinante Dagyab Rinpoche ci descrive i più celebri simboli del buddhismo tibetano, mostrandoci come essi colleghino il nostro mondo interiore con il mondo esterno e come possano trasmettere una conoscenza profonda accumulata in migliaia di anni.
L'autore afferma di volersi limitare all'impresa di fare chiarezza sui simboli ricorrenti nella cultura tibetana; in realtà riesce a presentarci con forza e semplicità una teoria della realtà ed una visione della vita che ci mostrano come l'approccio tibetano alla realtà influisca in maniera conscia o inconscia sui Tibetani, conferendo loro un senso di libertà che impregna tutto il loro modo di vivere
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